domenica 9 ottobre 2016

RECENSIONE: Danza per me di Emily Pigozzi


Buona Domenica! Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Emily Pigozzi, sempre pubblicato dalla collana YouFeel di Rizzoli il 30 Settembre (vi avevo già scritto la recensione del suo precedente lavoro, Aspettami davanti al mare, che trovate qui). Con Danza per me, l'autrice si cimenta con il mood erotico, riuscendoci alla grande.

Trama
Fin da bambina Bianca ha un sogno: diventare una famosa ballerina classica. Per questo studia duramente all’Accademia della Scala. Nella sua vita sembra non esserci posto per l’amore, il suo corpo è solo uno strumento per la danza. Ma un giorno, in seguito a un provino andato male, una delle sue insegnanti le spiega che il suo modo di ballare è corretto ma meccanico, senza sentimenti. Delusa e piena di dubbi, Bianca decide di partire e per caso, complici un treno guasto e un black-out, conosce Max. Giovane, bellissimo ed enigmatico, per Bianca è naturale confidargli i suoi problemi e le sue paure. Max le fa una proposta: sparire con lui per pochi giorni. Le insegnerà il gusto dell’amore e della sensualità. E subito dopo i due dovranno salutarsi, per non rivedersi mai più. Ma non sempre la vita va come previsto, spesso lo spettacolo è diverso dalle prove. Dopo quei pochi giorni nulla è più come prima: Bianca e Max si ritroveranno invischiati in una spirale di passione e di desiderio dalla quale sembra impossibile uscire, per quanto la vita provi a dividerli per sempre. Un romanzo delicato e sorprendente, una passione che sboccia in punta di piedi e diventa un maestoso e sensuale passo a due.

Premessa, io non sono una ballerina, ma proprio per niente, roba che se mi impegno arrivo al massimo alla Macarena, ma ho adorato l'atmosfera del romanzo. Bianca è una ballerina che studia alla Scala di Milano ed ha dedicato la sua vita, in ogni aspetto, alla danza e, nonostante tutto, sono riuscita ad immedesimarmi in lei. Sentivo la stanchezza e il peso di tutti i sacrifici, ma anche la sensazione di essere nel posto giusto e completa tra un passo di danza e l'altro sopra un palco importante. Mi è piaciuto soprattutto che l'autrice abbia voluto soffermarsi anche sugli aspetti negativi di questa disciplina e sui dolori dati da una vita di sacrifici. Lo sfondo della storia mi è sembrato quasi una via di mezzo tra Il cigno nero e la serie Splendido dubbio (di cui, se vi interessa, vi parlo qui).
La danza è lacrime e sangue, è paura di non farcela, è l'eterna ricerca di una perfezione che non arriverà mai, almeno non per la maggior parte di noi. E' chiedere ogni giorno al proprio fisico di andare oltre i suoi limiti. 
Poi c'è Max, l'uomo misterioso che insegna alla dolce e fredda ragazza cosa sia la passione. Si offre come insegnante dell'"arte dell'amore", ma diventa subito qualcosa di più. Le regole però erano chiare: un solo weekend insieme, per poi non rivedersi mai più. Ma le regole sono fatte per essere infrante, giusto? Questo personaggio, comunque, lo si inquadra veramente solo alla fine, per il resto non si ha una vera opinione su di lui. Ho apprezzato moltissimo i capitoli scritti dal suo punto di vista. Poche parole che permettono di capire molte più cose, senza in realtà svelare niente. 

Certo, razionalmente parlando, non è molto saggio che una ragazza, sola e lontana da casa, decida di accettare un weekend di solo sesso con uno sconosciuto, per quanto attraente possa essere. E non è neanche bello vedere come una donna abbia così poco amor proprio da correre non appena l'uomo decide che la vuole. Ma è un romanzo e, pur sapendo queste cose, continuavo a pensare "corri da lui!". 
"Non so cosa hai fatto. Mi hai liberata dalle mie paure, mi hai fatto conoscere la donna che posso essere. E ora sono tua, totalmente. Che tu lo voglia o meno, devi prenderti cura di ciò che hai fatto tuo."
Ci sono due storie che proseguono contemporaneamente, intrecciandosi e influenzandosi di tanto in tanto. Da un lato abbiamo il percorso di Bianca e la sua crescita personale e professionale; dall'altro il mistero sull'identità di Max e sulle sue continue sparizioni. Ho fatto numerose ipotesi durante la lettura, ma il finale si è rivelato più "normale" di quanto mi aspettassi. Il fatto che l'autrice non abbia cercato a tutti i costi il grande colpo di scena, secondo me, è stato decisamente un punto a favore. Per una volta, niente spiegazione forzata e quasi assurda. 

In questo nuovo lavoro, Emily Pigozzi si è superata. La parte erotica non risulta mai di troppo, l'alone di mistero conquista l'attenzione del lettore e lo accompagna per tutto il romanzo e lo sfondo delle vicende non viene meno rispetto alla storia d'amore. La lunghezza limitata viene sfruttata bene, senza passaggi mancanti o vuoti nella narrazione. Inoltre, non meno importante, è scritto molto bene, soprattutto nella parte più descrittiva.

Al prossimo libro!
Veronica

1 commento:

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