mercoledì 18 gennaio 2017

RECENSIONE: Solo l'amore di Francesca Lesnoni


Buongiorno! Anche la recensione di oggi è dedicata ad un romanzo self che vi avevo già segnalato tempo fa. Se qualcuno era rimasto incuriosito dalla trama di Solo l'amore di Francesca Lesnoni, oggi può sapere qualcosa in più su questo libro. Quando l'autrice mi ha presentato il suo lavoro, lo ha definito "inconsueto". Dopo averlo letto non posso far altro che condividere questa definizione e ora vi spiego meglio perché l'ho trovato tanto particolare e originale.

Trama
Lucia è scomparsa... nessuno sa che fine abbia fatto la dolce sorella di Carlo, unico indizio un biglietto: "Non preoccupatevi, sto bene. Vado dove ho sempre desiderato essere, da che ho memoria..."
Nessuno però si preoccupa realmente della sparizione di Lucia tranne Pier che, innamorato da sempre di lei, decide di prendersi un anno sabbatico per dedicarsi alla misteriosa ricerca. Per sua fortuna Pier potrà contare sull'aiuto di alcune persone, come i signori Dardi, due amabili vecchietti, che gli consegneranno dei bigliettini scritti da Lucia; o Luigi, un sapiente tappezziere con la passione per la lettura, che lo aiuterà a mettere ordine nei suoi taccuini pieni di appunti e divagazioni; o l’amatissimo padre che, al momento opportuno, saprà cogliere una traccia importante…

Ma, prima di trovare Lucia, Pier dovrà confrontarsi con una diversa percezione di sé e degli altri, rivisitare la propria vita, comprendere qual è il suo vero sogno...
Grazie al suo intelligente umorismo e piccoli colpi di scena, Pier si ritroverà su un aereo diretto a Parigi. Sarà lì che finalmente rincontrerà Lucia?

Il tema di questo romanzo è il viaggio. Un viaggio vero e proprio che Pier compie tra i luoghi in cui spera di ritrovare la sua Lucia, e un viaggio tra i ricordi per ritrovare se stesso e conoscere più a fondo la donna che ama. La prima sorpresa l'ho avuta quando ci viene svelata l'età del protagonista. Pier è, infatti, un ultracinquantenne dedito al lavoro e al suo amore di una vita, Lucia appunto. Piano piano scopriamo poi che i due sono amici fin da ragazzini, ma che, a parte una breve parentesi in cui sono stati insieme, hanno passato il resto della loro vita separati. La lontananza però non ha placato l'amore dell'uomo che, anzi, forte come all'inizio, lo porta a mollare tutto per occuparsi esclusivamente della ricerca della sua bella.

La storia inizia quindi quando Pier scopre che Lucia è scomparsa. La famiglia vede questo allontanamento come una delle tante pazzie della donna, ma Pier non si dà per vinto e, con il prezioso aiuto di altre persone e partendo dall'unico indizio che ha, inizia la sua ricerca. L'uomo è spesso frenato dalla sua timidezza, ma i suoi pensieri, invece, non hanno freni. La sua mente è un flusso continuo di ricordi e divagazioni, e spesso risulta difficile stargli dietro. Ma il continuo divagare è, senza dubbio, una delle particolarità dello stile di questo romanzo, particolarità che a me è piaciuta molto. Pier è decisamente un personaggio sui generis, singolare e anche un po' bizzarro, ma sono state proprio queste sue stranezze ad avermi conquistata.
"Ma ho seguito la vostra storia con trepidazione... E' stato il film più romantico che abbia visto... e non è ancora finito".
Lucia la definirei come il fantasma di questa storia. Sempre presente nei ricordi, nei pensieri e nelle parole di Pier, ma completamente assente. La conosciamo quindi, praticamente, solo grazie all'uomo che ne fa una descrizione estremamente positiva. Ma è la descrizione di un eterno innamorato che rende immune da ogni difetto la sua amata. Tra le righe, invece, leggiamo anche qualcosa in più, qualcosa che ci permette di crearci un'idea un po' più completa di lei. Pier mi ha fatto sempre molta tenerezza, ma ancora di più quando ho realizzato che, probabilmente, il sentimento che lo lega a Lucia non era provato con la stessa intensità da entrambe le persone.
"[...] Solo l'amore può farci sperare contro ogni speranza".
Altro punto sicuramente a favore della particolarità di questo romanzo è lo stile. Come ho già anticipato, l'autrice è brava ad inserire divagazioni su divagazioni senza perdere, quasi mai, l'attenzione del lettore. Da un argomento si passa ad un altro e poi a un altro ancora, per poi realizzare che si è finiti a parlare di tutt'altro e riprendere il discorso di partenza. Ho trovato il linguaggio quasi poetico, a volte fin troppo "pomposo" per una normale conversazione tra padre e figlio o tra amici, ma è una scelta stilistica che ho apprezzato perché perfettamente in linea con il libro. Grazie al personaggio di Pier, ma anche di suo padre e di Luigi, si respira per tutta la storia un grande amore per i libri e per la lettura. Mi è piaciuta moltissimo l'immagine del padre felice sulla sua poltrona mentre legge un libro e del figlio che ricerca per tutta la vita quella stessa sensazione. Il finale non è così scontato, anzi, anche in questo caso Francesca decide l'alternativa più inconsueta e io non posso che farle, in generale, i miei complimenti.

Al prossimo libro!
Veronica


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