lunedì 6 marzo 2017

RECENSIONE: Flower di Elizabeth Craft e Shea Olsen


Buongiorno! Preparate lo spumante da stappare, perché sto per parlarvi finalmente di Flower! La Newton Compton ha puntato molto su questo romanzo scritto a quattro mani da Elizabeth Craft e Shea Olsen, dandogli il difficile compito di aprire (o quasi) le uscite del 2017. Avrà davvero avuto le giuste caratteristiche per essere il caso editoriale dell'anno così come ci è stato presentato?

Trama
Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

Vorrei dirvi che ho aspettato a scrivere questa recensione perché non voglio che rischiate di dimenticarvi di questo romanzo, ma la verità è che sono la regina del procrastinare. Aggiungeteci il fatto che Flower non abbia fatto proprio di tutto per farmi venire voglia di parlarvene ed ecco che arriviamo ad oggi. Insomma, l'avrete ormai capito, la mia opinione non sarà affatto diversa da quella delle mie colleghe e della maggior parte delle persone che lo ha letto e commentato. Non è un brutto libro, non è scritto male e non ho trovato nulla che mi facesse chiudere il libro per non aprirlo mai più, è comunque scorrevole e si fa leggere in poco tempo, ma non mi ha lasciato niente, né in positivo né in negativo. Le grandi aspettative non hanno certo aiutato, perché, insomma, quando un romanzo viene presentato così bene, esaltato così tanto, un po' ci speri che sia realmente il libro dell'anno. Quindi, alla fine, la delusione è stata purtroppo inevitabile.

Ma partiamo dal principio. Charlotte è una giovane ragazza molto concentrata sul suo futuro. Prende ottimi voti a scuola e lavora in un negozio di fiori per mettere da parte i soldi per il college. È anche decisa a non far entrare nessun ragazzo nella sua vita perché, grazie alle donne della sua famiglia, sa bene che l'amore porta sempre e solo alla distruzione dei progetti personali e a doversi occupare di un bambino fin da giovanissime. O almeno questo è quello che è successo a sua nonna, a sua madre e a sua sorella, e i vari ragazzi e uomini che ha visto entrare, e subito uscire, nelle loro vite non sono stati certo un incentivo a frequentare il genere maschile. Evidentemente non consapevole dell'esistenza di strumenti per evitare di finire in questa situazione e di parecchie vie di mezzo, decide di fare una vita praticamente monacale. Ed è qui che, ovviamente, arriva il ragazzo bellissimo, misterioso, inarrivabile, che ha occhi solo per lei e che le fa dimenticare tutto quello in cui ha sempre profondamente creduto.
"È l'unica rosa che non cerca di essere qualcosa che non è. È bellissima e sincera, ma le persone non la scelgono mai."
Tate all'inizio mi ha un po' ricordato Cam di Ti aspettavo per la determinazione con cui chiede a Charlotte di uscire e mi ha fatto tenerezza. Ma questa simpatia nei suoi confronti non è durata molto a lungo, e non solo perché non fa i biscotti come il fantastico Cam. C'è anche da dire che Avery era riuscita a resistere molto più a lungo, mentre Charlotte, un po' perché attratta, un po' perché esasperata, fa meno fatica ad accettare. Tate non si sbottona molto sulla sua vera identità, passando anzi quasi per uno stalker, ma anche tu, ragazza mia, hai due prosciutti interi davanti agli occhi. Immaginate di avere davanti a voi un artista di fama mondiale, di cui praticamente conoscete ogni canzone, e di passarci insieme un'intera serata, non lo riconoscete neanche per sbaglio? Ecco.

Ma, sorvolando su questa piccola svista, chiamiamola così, speravo che a questo punto le cose si facessero interessanti. Insomma, il protagonista è una rockstar... e io amo le rockstar! Invece, niente neanche qui. La musica non è così presente come avrei voluto, anzi. Tate è stanco della sua vita e non riesce neanche più ad esprimersi con le sue canzoni, ma tutto questo non viene sviluppato più di tanto. Allo stesso tempo, però, pare non abbia le idee chiare neanche per quanto riguarda le relazioni. Parte con una corte spietata nei confronti di Charlotte, poi non vuole farle del male facendola entrare nella sua vita, poi però non può stare senza di lei e quindi va bene, proviamoci, ma con delle regole. Non voglio annoiarvi più di tanto, ma vi assicuro che a noi lettori è toccato un numero imprecisato di tira e molla che Hardin e Tessa gli fanno un baffo. La cosa più assurda di tutto questo è la mancanza di motivazione dietro al comportamento bipolare di Tate. E la quasi totale assenza di presa di posizione da parte di Charlotte in tutta questa situazione non mi ha reso particolarmente simpatica neanche lei.
"Sei la sola cosa che abbia un senso nella mia vita. Anche rispetto alla musica, ho sempre pensato fosse più importante di tutto il resto, ma senza di te non ha senso. E... voglio ricominciare. Niente più regole né controllo. Non ti manderò via quando avrò paura, e non prenderò decisioni per te. Voglio fare le cose per bene, una volta per tutte". 
Ci sono state però anche delle scene che mi sono piaciute molto, dei momenti in cui ho trovato molto romantici i gesti di Tate (e non certo quando tirava fuori tutti i suoi soldi, altra cosa che non ho apprezzato). Questo per dire che, comunque, qualcosa da tenere in questo libro c'è e sono convinta che altre persone lo avranno apprezzato molto più di me. Altre situazioni, invece, sono state secondo me salvate in corner. Rischiavano di diventare per me un grosso no, ma in qualche modo è stato tutto un "ni". Il finale è forse, infine, una delle parti che ho apprezzato di più, un bel secchio d'acqua in faccia e si sono risvegliati tutti. Per concludere sottolineo il fatto che, pur avendo qualche spunto interessante, Flower non è riuscito nel suo intento e non è uno di quei libri che ricorderò con emozione nel tempo. Inoltre, a mio parere, la Newton non aveva affatto il bisogno di puntare così tanto su questo libro che, chiaramente, non è il caso editoriale dell'anno. E per fortuna possiamo già dire che, per la stessa casa editrice, sono usciti diversi altri titoli meno acclamati ma decisamente di valore maggiore.

Al prossimo libro!
Veronica

6 commenti:

  1. Ancora devo leggere un parere positivo su Flower! XD Credo che la cosa più bella del romanzo sia la cover ♥

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    1. Eh...
      Vero, la cover è bella e, cosa non scontata, coerente! Su questo non posso dire niente!

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  2. Ciao! :)
    Ho visto questo libro ovunque, la cover mi intrigava molto, solo che i commenti poco entusiasti mi hanno frenata. Chissà che non cambi idea. Bella recensione, comunque! ;)

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    1. Ciao Monica!
      Grazie :)
      Io sono partita in quarta, la cover piaceva (e piace) tanto anche a me, ma non è bastato...
      Se dovessi leggerlo, mi piacerebbe conoscere la tua opinione ;)

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  3. Ciao Veronica, devo dire che poco tempo fa la Newton compton ha messo in offerta tutti i suoi ebook e avevo pensato di acquistarlo, ma non ero convinta. Forse è meglio così, perché non ho ancora letto un parere positivo su questo romanzo!

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    Risposte
    1. Ciao Annamaria!
      Effettivamente su questo romanzo siamo, stranamente, tutte d'accordo. Poi sono convinta che per qualcuno possa essere davvero un bel libro, ma io consiglierei decisamente altri titoli :)

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