giovedì 15 giugno 2017

RECENSIONE: La mia ultima estate di Anne Freytag


Buongiorno! Eccoci qui anche oggi con una nuova recensione. Cerco sempre di scriverle con il cuore, ma qui credo di averci lasciato anche qualcosa in più. E, scrivendola, sono arrivata anche ad assimilare ancora di più la lettura e ad apprezzarla totalmente. La mia ultima estate non è un libro che leggerei sotto l'ombrellone, per ovvi motivi che capirete presto, ma è adattissimo a questo periodo dell'anno perché, tra le altre cose, saprà farvi viaggiare per l'Italia, tra amore e avventura. L'autrice tedesca Anne Freytag ha esordito da noi a fine Maggio con una storia triste, ma allo stesso tempo ricca di gioia, un romanzo senza dubbio straziante, ma con una nota positiva. E, come sempre, la Leggereditore non si fa scappare questi piccoli emozionanti capolavori.

Trama
Tessa, diciassette anni, ha atteso a lungo il ragazzo perfetto, il momento perfetto, il bacio perfetto. Pensava di avere ancora molto tempo davanti a sé, prima di scoprire che a causa di un difetto cardiaco le restano poche settimane di vita. Stordita, arrabbiata, disperata, aspetta di morire chiusa nella sua stanza. È un’attesa amara, la sua, perché sa di non aver vissuto a pieno. Pensa a sé stessa come a una “ragazza soprammobile”, che morirà “vergine e senza patente”. Fino a quando non incontra Oskar e tutto sembra di nuovo possibile. Nonostante Tessa cerchi di allontanarlo, convinta che una relazione sarebbe insensata ed egoistica, lui non le lascia scampo. Oskar sa vedere dietro le apparenze, non ha paura e vuole rimanerle accanto. Pur di sorprenderla, di vedere i suoi occhi brillare per l’emozione, organizza un piano per farle vivere un’ultima estate perfetta. Un viaggio in Italia a bordo della sua Volvo sgangherata per ammirare i tesori di Firenze, sedersi sulla scalinata di Piazza di Spagna, mangiare una pizza a Napoli. Un’ultima estate in cui il tempo non ha importanza e ciò che conta sono solo i sentimenti.
Un romanzo che emoziona e fa riflettere, che tra sorrisi e lacrime ci ricorda quanto sia importante vivere il presente.

Questo è uno di quei libri in cui basta la trama per avere i brividi. Non ci sono speranze o false illusioni, sappiamo a cosa stiamo per andare incontro. Questa è la storia di Tessa, una ragazza tedesca di diciassette anni che, in attesa sempre del momento perfetto, non ha vissuto pienamente la sua adolescenza. Se si guarda indietro vede solo rimpianti, occasioni non colte, momenti sprecati. Apparentemente non è un grande problema, si direbbe che ha ancora una vita davanti per realizzarsi, innamorarsi, fare esperienze. Ma la vita di Tessa ha una data di scadenza, il tempo è proprio l'unica cosa che le manca davvero. È ancora viva, ma ha ormai smesso di vivere. Per il suo difetto cardiaco non esiste una cura e sa di avere a disposizione solo poche settimane ancora, ed è proprio questa consapevolezza ad annientarla. E questa stessa consapevolezza accompagna il lettore dall'inizio alla fine, rendendo tutto molto più intenso... e triste.
Ho sempre aspettato - troppo, a quanto pare. Aspettavo l'amore, la vita. Come fosse una giostra. Volevo salire ma stavo sempre ferma ai bordi e indugiavo. Volevo l'attimo perfetto, ma forse è arrivato il momento di ammettere che me lo sono perso.
La storia, inevitabilmente, mi ha fatto ripensare a molti altri libri che trattano temi simili (uno in particolare, che io ho amato moltissimo, ma che non cito per non fare nessun tipo di spoiler), in cui però si è soliti mostrare la protagonista (o il protagonista) quasi felice. Di solito sono persone che hanno accettato la loro condizione e hanno deciso di sfruttare al meglio il tempo che gli è stato concesso. Tessa invece non è per niente così, è forse più vera, più reale. Lei è cinica e arrabbiata. È solo una ragazza, non ha vissuto abbastanza, anzi, è convinta di non aver vissuto per niente. È un ingiustizia, è terribile, ma, invece di reagire, parte già sconfitta e aspetta passivamente la sua fine. Ma la si può biasimare? Assolutamente no. In questi casi la vera difficoltà sta nel mostrarsi fino alla fine più forti della malattia, ma dove la si trova questa forza quando il destino è già stabilito e non esistono vie di fuga? Tessa non la trova certo nella madre che le ha mentito, anche se per proteggerla, nel padre che si perde nel lavoro piuttosto che passare con lei i pochi giorni che le rimangono o nella sorella con cui non fa altro che litigare. Ma la trova in Oskar, il primo ragazzo che la fa innamorare. Per quanto vorrebbe, non si illude di poter guarire o rimandare l'inevitabile, ma trova la forza per vivere una vita intera concentrata in pochi giorni, in un viaggio che la porta in giro per l'Italia e che le fa riscoprire la gioia di vivere, il sorriso, la felicità e le fa trovare finalmente la pace. 
Tu mi hai donato tempo dove non ce n'era più.
In queste storie è sempre molto toccante, ovviamente, immedesimarsi nella persona malata. Ma io trovo che la vera bravura di chi racconta questi drammi stia nel riuscire a trasmettere il dolore di chi rimane, di chi ama e sta accanto a queste persone. Oskar dimostra un coraggio grandissimo nell'intraprendere questa relazione e, soprattutto, questa avventura. È vero che non ha deciso lui di chi innamorarsi e che è l'unica occasione che ha per vivere questo amore, ma se per lei significa godersi al massimo gli ultimi momenti, per lui sarà un eterno promemoria di quello che non potrà più avere, sarà andare incontro ad una sofferenza ancora più grande, sarà scoprire il vero amore per poi vederselo strappare via. Ma anche la famiglia di Tessa è stata rappresentata benissimo, con tutte le difficoltà da affrontare, gli errori commessi, il dolore nascosto.
Voglio dirle che sono più forte grazie a lei, ma che, al contempo, lei è la mia debolezza più grande. Voglio dirle che è facilissimo amarla. 
Questa recensione sta diventando un concentrato assurdo di tristezza, ma vi giuro che nel romanzo ci sarà spazio anche per tante risate e occhi a cuoricino. Il colpo di fulmine in metropolitana, per esempio, è stato un momento molto carino e immagino che in molte si siano immedesimate in Tessa. Però, in particolare, mi è piaciuto moltissimo, per una volta, viaggiare attraverso città conosciute. Vedere una città a me familiare come Milano attraverso occhi sorpresi e meravigliati. È vero che leggere è anche un modo molto economico per conoscere posti nuovi e lontani, ma ogni tanto è piacevole che ci venga ricordato dagli altri la bellezza della nostra Italia. E adesso niente, cerco un compagno di avventura per ripercorrere lo stesso viaggio, vissuto alla giornata, ma magari senza drammi. Chi viene?
"La tua mano sembra pesante" sussurra Oskar e mi guarda. "Posso tenerla per te."
Per concludere, è inutile che vi dica che non sarà sempre una lettura facile, del resto basta leggere la trama per capire che le lacrime saranno vostre fedeli compagne. Come in tutti i romanzi di questo genere, passerete dalla tristezza alla rabbia, dalla speranza al senso di impotenza. Ma è comunque la dolce storia di un primo amore, la storia di un viaggio improvvisato e, nonostante tutto, spensierato. E la cosa più bella e più importante è il messaggio che l'autrice trasmette, cioè che la vita è un dono prezioso e va vissuta veramente, mai sprecata, perché non sappiamo quanto tempo ci sarà concesso. Sembrerà una frase fatta, però leggere questo libro mi ha fatto riflettere. Anche io mi sono ritrovata a pensare se in questi quasi 24 anni io abbia vissuto veramente, fatto quello che desideravo, approfittato di ogni opportunità o cosa invece mi manchi, quali obiettivi non abbia ancora raggiunto. Quindi sì, vi consiglio assolutamente di leggere questo libro. Leggetelo, amatelo, vivetelo, come ho fatto io. Vi dico solo che ho il magone da quando ho iniziato a scrivere la recensione e che ad un certo punto mi sono ritrovata in lacrime. E, per quanto possa sembrare strano, io amo quando un libro mi fa questo effetto, quando un libro non è solo un mezzo per passare qualche ora libera, ma è molto di più. E La mia ultima estate è decisamente qualcosa di intenso e duraturo, non un libro e basta, ma una storia in grado di penetrare, e non semplicemente entrare, nel cuore di chi lo legge.

Al prossimo libro!
Veronica

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