mercoledì 15 febbraio 2017

SEGNALAZIONE (ANTEPRIMA): Le cose che ancora non sai di Maricla Pannocchia + INTERVISTA


Buongiorno! Oggi vi voglio presentare un nuovo romanzo che uscirà il 20 Febbraio per Astro Edizioni, ma soprattutto voglio farvi conoscere l'associazione nata proprio grazie a questo libro. Alla fine troverete anche un'intervista all'autrice che ci racconterà qualcosa in più sul libro e sul percorso che ha deciso di intraprendere da volontaria. Ma andiamo con ordine. Il romanzo si intitola Le cose che ancora non sai ed è uno young adult che racconta la storia d'amicizia fra due adolescenti scozzesi, di cui una malata di leucemia. Come potete notare, il tema trattato è molto delicato, ma ha dato a Maricla Pannocchia, l'autrice, l'ispirazione per fondare la sua Associazione di volontariato, Adolescenti e cancro, che offre supporto sociale e fra coetanei a ragazzi/e fra i 13 e i 24 anni da tutta Italia che hanno o hanno avuto una malattia oncologica. Nel mio piccolo sono veramente felice di far conoscere a qualcuno in più questa associazione e tutto ciò di cui si occupa, perché credo sia un'idea davvero davvero bella. Vi assicuro che mi sono venuti i brividi semplicemente leggendo le risposte di Maricla e che traspare tutta la passione che ha messo e continua a mettere in questo suo progetto. Quindi non perdetevi l'intervista alla fine del post!

Trama
Un inno alla vita. Soffermandosi sul piacere delle piccole cose, e su ciò che conta davvero.
Allyson Boyd e Coleen Hameldon hanno sedici anni, vivono a Glasgow ma, nonostante siano compagne di scuola, si sono rivolte la parola raramente. Le loro vite cambiano quando Coleen si ammala di leucemia e Allyson si offre per portarle i compiti in ospedale. Quello sara' il primo passo per la nascita di una delicata, importante amicizia che si sviluppa in contemporanea all'avanzare della malattia di Coleen e al piccolo, tranquillo mondo di Allyson che viene messo sottosopra.
Nelle vite delle ragazze entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo ma entrambe riescono a trovare quel coraggio che non credevano di avere. Il coraggio per trovare se stesse, per continuare a ridere, a lottare e a vivere la vita ogni singolo secondo.
Un romanzo narrato a due voci che accompagna nell'età adolescenziale quando questa viene scombussolata dall'arrivo di una grave malattia. Per ricordare che la vita e' un dono prezioso e per aiutarci a trovare la forza di essere noi stessi e di guardare sempre avanti, nonostante le difficoltà.


Titolo: Le cose che ancora non sai
Autore: Maricla Pannocchia
Data di uscita: 20 febbraio 2017
Genere: Narrativa, sociale
Target: adulti e ragazzi
Editore: Astro edizioni
Collana: Storie di vita
Pagine: 368
Formato: 14 x 20 cm
Prezzo: 14,90 euro
Link Amazonhttps://www.amazon.it/dp/8899768463
ISBN-EAN
978-88-99768-46-1
Siti utili:
http://www.mariclapannocchia.weebly.com/
http://www.adolescentiecancro.org/


Vi lascio all'intervista e spero davvero che vi piaccia! Io ne approfitto per ringraziare ancora Maricla per la disponibilità e per farle i complimenti per quello che ha creato.


1) Chi è Maricla?


Sono una ragazza di 32 anni, abito in Toscana e sono da sempre appassionata di scrittura. Mi piace molto viaggiare. Sono fondatrice e presidente dell’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro, che ho fondato nel 2014 proprio dopo aver scritto la prima stesura di “Le cose che ancora non sai”.

2) Come è nata la passione per la scrittura?

Direi che è nata con me. Sin da quando ero piccola amavo scrivere. La mia materia preferita a scuola era italiano e mi piaceva particolarmente scrivere temi. Nel tempo libero scrivevo brevi racconti e durante l’adolescenza ho provato anche con un paio di poesie.

3) Questa passione nasce da una passione per la lettura? Se sì, genere e autore/autrice preferito/a?

Direi che avere una passione per la lettura è inevitabile per gli scrittori o aspiranti tali. Preferisco i classici, mi piace Jane Austen per la padronanza della lingua e lo stile, anche se dei suoi romanzi sono riuscita a finire e apprezzare veramente solo “Orgoglio e pregiudizio”.


4) Hai già pubblicato altri romanzi?

Sì, nel 2014 ho auto-pubblicato il mio primo romanzo “La mia amica ebrea”, la storia di una quindicenne “ariana”, Josepha, che vive ad Amburgo durante la Seconda Guerra Mondiale. La sua vita cambia quando suo padre decide di nascondere una famiglia di ebrei, fra cui Rina, coetanea di Josepha. Nel maggio del 2014 ho auto-pubblicato la prima versione di “Le cose che ancora non sai”, che s’intitolava “Fino all’ultimo respiro” e l’avevo pubblicata con lo pseudonimo di Rebecca Domino.

5) Quando e come ti è venuta l'ispirazione per scrivere "Le cose che ancora non sai"?

Io dico sempre che è stato un segno del destino. Non ho deciso di scrivere questa storia. Stavo navigando su Internet e mi sono imbattuta nella foto di due ragazze adolescenti e ho sentito il bisogno di raccontare la storia di amicizia fra due adolescenti, di cui una malata di leucemia. Lo ripeto, credo sia stato un segno del destino per indirizzarmi nel giusto percorso (aprire l’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro, che mi ha completamente cambiato la vita) perché vedendo quella foto avrei potuto scrivere di altre centinaia di storie con due protagoniste adolescenti ma invece ho sentito il bisogno di raccontare proprio questa storia.

6) Come mai hai deciso di affrontare questo tema così delicato?

Come accennavo nella risposta precedente, non credo di aver deciso di affrontare questo tema. E’ successo. Penso che sia molto importante parlare di cancro perché nella nostra società spesso è ancora considerato un tabù. Conosco un sacco di gente che ha paura a dire “cancro” o “tumore”; usa frasi come “aveva un male”. Parlare di cancro quando questo colpisce persone molto giovani, come nel romanzo, è doppiamente difficile. Durante la prima stesura sono stata spronata dalla forza dei ragazzi malati di cui ho letto le storie o visto video, ero incredula riguardo a come molti di loro reagiscano davanti a una grave malattia, quando noi spesso ci lamentiamo per un nonnulla. Volevo che la gente sapesse di questo atteggiamento mentale, e non solo della malattia vista dal punto di vista fisico. Attraverso il romanzo spero di riuscire a dare ai lettori una panoramica generale del cancro, che non si limiti appunto al suo aspetto fisico/medico, ma che si soffermi anche sull’aspetto umano della malattia.

7) Siamo abituati, soprattutto nell'ultimo periodo, a romanzi che raccontano una storia d'amore in cui uno dei due è malato. Perché, invece, tu hai scelto di raccontare la storia di un'amicizia?

Come accennavo prima, con questo romanzo nessuna scelta è stata tale. Non ho preso queste decisioni a tavolino. Coleen e Allyson sono entrate dentro di me, chiedendomi di raccontare la loro storia. Ed era una storia d'amicizia. C'é da dire che entrambe le ragazze nel romanzo vivono l'amore. Allyson s'invaghisce di un collega di lavoro e pian piano la loro diventa una storia seria. Coleen, segretamente innamorata del migliore amico, a un certo punto s'innamora di un altro ragazzo. Questo, data la sua situazione, complica le cose ma al tempo stesso le rende più intense, più belle.

8) È stato più difficile scrivere la parte di chi soffre in prima persona o di chi vive questa malattia da vicino, ma da estraneo?

Entrambe le parti sono state molto emozionanti da scrivere, ma credo di aver sentito di più quella di Allyson, la “ragazza sana”, forse perché io stessa non sono mai stata malata di cancro. Come dicono alcuni ragazzi malati, in un certo senso è meglio essere quello malato piuttosto che un amico o un parente che vede una persona cara soffrire. Personalmente, credo che, dal momento in cui mette piede nella camera d'ospedale di Coleen, e man mano che il loro rapporto s'intensifica, Allyson non sia più un'estranea per Coleen. Spesso dimentichiamo che il cancro ha un forte impatto non solo sulla persona malata ma anche sulle persone che gli vogliono bene: la famiglia, gli amici ma anche la comunità in generale.

9) Quale messaggio vuoi mandare con il tuo romanzo?

Un messaggio di amore per la vita. Nonostante le difficoltà e nonostante numerosi “momenti no”, Coleen affronta la malattia con coraggio e con il sorriso sulle labbra. Capisce il valore del tempo, delle persone care e delle piccole cose, tutte cose cui generalmente le “persone sane” non pensano. Oggigiorno corriamo. Ma per andare dove? Spero che il libro aiuti i lettori a fermarsi un attimo, prendere un bel respiro e goderci tutto quello che abbiamo. A volte può sembrare niente, ma non è così. Come dice Coleen, non si tratta di frasi fatte. Dipende da come le accogli tu: se le leggi semplicemente come frasi fatte che trovi in un romanzo, allora probabilmente non potrai usarle come sprone per vivere al meglio la tua vita. Se invece capisci davvero che siamo tutti di passaggio su questa Terra e il nostro tempo è limitato, ti rendi conto che ogni singolo giorno in cui apriamo gli occhi ci viene fatto un dono. Non è scontato essere qui adesso. Ogni giorno possiamo scegliere come impiegare il tempo che ci è stato concesso; possiamo scegliere se vivere o sopravvivere. Questi ragazzi mi hanno insegnato che solo vivendo una vita degna di essere vissuta, consapevoli dell’attimo presente invece di essere sempre proiettati verso il futuro, e aiutando gli altri e facendo quello che ci fa stare bene, con le persone che amiamo e che ci amano, possiamo essere davvero felici. E a non avere più paura di morire; perché quando arriverà il momento di chiudere gli occhi e andarcene, rimarrà quello che abbiamo fatto e come abbiamo vissuto il nostro tempo.

10) Come mai la scelta di ambientare il romanzo proprio a Glasgow?

Anche questa non è stata una scelta. Le due protagoniste si sono presentate a me con i loro nomi, interessi, personalità. Erano scozzesi.

11) Com'è nata l'idea di fondare l'associazione "Adolescenti e cancro"?

L'idea è nata proprio dal romanzo “Le cose che ancora non sai”. Come faccio sempre quando scrivo, durante la prima stesura del romanzo ho svolto delle ricerche riguardo al tema che stavo trattando. Non solo riguardo alla leucemia dal punto di vista medico ma anche riguardo all'aspetto emotivo/psicologico di una diagnosi di cancro durante l'adolescenza. Lì mi sono imbattuta in diverse storie di ragazzi che hanno o hanno avuto il cancro e la loro forza e il loro amore per la vita in un contesto tanto drammatico mi ha lasciata a bocca aperta. Mi sono chiesta che cosa potessi fare io, nel mio piccolo, per rendere il loro viaggio con la malattia un po' più “tollerabile”. Non avendo nessuna competenza medica, dovevo per forza ripiegare su qualcos'altro. Il supporto fra coetanei è d'importanza fondamentale durante l'adolescenza, ma questa importanza raddoppia quando un adolescente si ammala di cancro. Nessuno può capirlo meglio di altri ragazzi che hanno vissuto o stanno vivendo situazioni simili. E così a settembre 2014 è cominciato il tutto. Sono partita senza aspettative, un po' come con il romanzo, è successo tutto “per caso”. Non mi ero prefissa chissà quale obiettivo, volevo intanto capire la reazione della gente e soprattutto dei ragazzi malati davanti alla mia proposta. Nell'aprile 2015 siamo diventati Associazione di volontariato avendo visto che l'interesse da parte dei ragazzi c'è, soprattutto di quelli che sono o sono stati curati in reparti in cui non c'erano altri ragazzi vicini d'età e che abitano in zone in cui non ci sono progetti mirati agli adolescenti con il cancro.

12) Di cosa si occupa?

Offriamo supporto sociale e occasioni di confronto fra coetanei ad adolescenti e giovani adulti (13 – 30 anni) da tutta Italia che hanno o hanno avuto il cancro. Offriamo supporto on-line, giornate di svago nelle zone in cui abbiamo gruppetti di ragazzi, gite in Toscana fra cui la Summer Holiday (la vacanza estiva) e il Winter Break a Firenze, partecipiamo a iniziative di sensibilizzazione e iniziative internazionali. Lo scopo primario è sempre uno, permettere ai ragazzi di conoscere altri giovani vicini d'età che stanno vivendo o hanno vissuto situazioni simili, che possono capirli appieno. Tutte le nostre iniziative si svolgono al di fuori dagli ambienti ospedalieri e, oltre a favorire il confronto fra coetanei, offrono occasioni di crescita personale attraverso le quali mettersi in gioco, ritrovare la sicurezza in sé e ricordare che la malattia non definisce una persona, e che ognuno continua ad avere i propri gusti, interessi e talenti. Credo anche che sia molto importante dare voce a questi ragazzi perché nessuno può parlare del cancro nell'adolescenza o nella giovinezza meglio di chi ci sta passando o ci è passato. Per questo a febbraio dello scorso anno ho racchiuso in una raccolta le storie di quattordici dei ragazzi e l'ho resa scaricabile gratuitamente dal nostro sito; sul sito c'è una sezione dedicata alle storie e abbiamo lanciato da poco il Teens Video Project, attraverso il quale i ragazzi che lo desiderano possono raccontarsi attraverso il linguaggio dei video. Tutti i video vengono caricati sul nostro canale Youtube e sul nostro canale sulla piattaforma britannica JTV Cancer Support, attiva da oltre dieci anni, contenente video di ragazzi dal Regno Unito e dall'Australia, che hanno o hanno avuto il cancro. E da dicembre abbiamo anche noi il nostro canale. Vi lascio il link, se avete voglia di guardare i video girati da alcuni dei nostri ragazzi: https://jtvcancersupport.com/region/italy/
Ci tengo a dire che tutte le iniziative sono gratuite per i ragazzi e che accettiamo tutti i ragazzi nella suddetta fascia d'età che pensano di beneficiare di quello che facciamo, non importa dove abitano, lo stadio della malattia o il tipo di reparto in cui sono o sono stati curati.


13) Le storie dei ragazzi supportati dalla tua associazione hanno in qualche modo influenzato quella di Allyson e Coleen?

Durante la prima stesura del romanzo non avevo ancora la mia Associazione quindi mi sono ispirata alle storie di ragazzi che non conoscevo di persona, di cui ho letto le storie su Internet, oppure di cui ho visto i video. Tra tutte, spicca quella di una ragazza americana di cui lessi quando ero a metà della scrittura del romanzo. Per rispondere, devo per forza fare spoiler, quindi vi avviso (ATTENZIONE SPOILER!)  A un certo punto, quando il dottore le dice che la sua diagnosi è diventata terminale, Coleen decide di rinunciare ad altra chemio e d'interrompere quindi le terapie. Il medico le dice che continuando a sottoporsi alla chemio potrà avere qualche mese di vita in più, ma lei rifiuta. La chemio la fa stare male e preferisce vivere qualche mese in meno, ma al meglio delle sue possibilità, piuttosto che qualche mese in più ma soffrendo. Una decisione del genere scatena domande ed emozioni, spesso contrastanti, sia negli altri personaggi sia, suppongo, nei lettori. Io stessa ho riflettuto al riguardo. Mi sono ispirata alla storia di questa ragazza americana che, una volta saputo che la sua diagnosi era diventata terminale, ha trascorso gli ultimi tre mesi su questa Terra a vivere: ha viaggiato, ha volato su una mongolfiera, ha scritto poesie e tenuto un diario, ha preso lezioni di ceramica, ha ricevuto una laurea dalla sua Università perché tutti erano rimasti impressionati dal suo coraggio... Ha salutato i suoi cari e pianificato il suo funerale. Questa ragazza era riuscita ad accettare il fatto che il suo tempo su questa Terra fosse molto limitato, sapeva che la chemio l'avrebbe fatta sentire molto male e ha scelto la qualità della vita, rispetto alla quantità.
Questa è solo una delle storie cui mi sono ispirata. Un’altra, che ha giocato un ruolo importante, è quella di una ragazzina americana di quattordici anni che, scoperto che la sua diagnosi era diventata terminale, ha fatto una “bucket list”, ovvero una lista delle cose da fare prima di morire. Fra queste, c'era andare al prom, il ballo scolastico di fine anno. Purtroppo non ce l'ha fatta a partecipare ma il prom è stato fatto nella sua camera d'ospedale. La ragazzina è morta pochi giorni dopo, ma ha vissuto fino all'ultimo. La sorellina di Coleen si chiama Ann-May, secondo nome di questa ragazzina. Un piccolo tributo che ho voluto farle.
Successivamente, grazie alla mia Associazione di volontariato, ho conosciuto tanti fantastici ragazzi che mi hanno ispirato nella revisione e/o riscrittura del romanzo e che continuano a ispirarmi ogni giorno.


14) Se qualcuno fosse interessato a supportare l'associazione, cosa potrebbe fare?

La risposta più ovvia è supportare i nostri progetti tramite una donazione, anche piccola. Tutte le iniziative che proponiamo sono gratuite per i ragazzi e cerchiamo di realizzarle grazie alla collaborazione di privati e aziende che offrono il loro tempo e i loro talenti gratuitamente, ma non sempre è possibile. Spesso ci sono costi come vitto, alloggio e spese di viaggio da sostenere. È possibile donare tramite paypal e tramite il nostro conto corrente postale. Postiamo sul nostro sito e su Facebook foto e/o video delle iniziative che facciamo così i donatori possono vedere con i loro occhi come sono stati usati i loro soldi e spesso pubblichiamo anche i commenti dei ragazzi, così che chi dona possa leggere dalle loro parole la differenza che ha fatto. Al momento abbiamo una campagna di raccolta fondi mirata alla Summer Holiday 2017, la nostra vacanza estiva gratuita per un gruppo di ragazzi che hanno o hanno avuto il cancro. Per tutte le informazioni, potete visitare questo link oppure scriverci sulla nostra pagina Facebook o ancora all’indirizzo e-mail adolescentiecancro@yahoo.it
http://www.adolescentiecancro.org/donazioni.html
È anche possibile diventare volontari. Per diventare volontari durante le iniziative con i ragazzi è necessario essere di Livorno o dintorni, ma i volontari che ci aiutano nell'organizzazione di raccolte fondi o a farci conoscere, possono essere da tutta Italia! Per maggiori informazioni, scriveteci tramite la nostra pagina Facebook o all’indirizzo e-mail.



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