martedì 2 maggio 2017

RECENSIONE: Noi, gli unici al mondo di Siobhan Vivian


Buonasera! Sono talmente tanti i libri di cui voglio parlarvi che oggi ho deciso di pubblicare una doppia recensione. Noi, gli unici al mondo è un romanzo young adult di Siobhan Vivian che la Newton Compton ha pubblicato da poco, più precisamente il 20 Aprile. La trama non si può che definire particolare e io non ho saputo resistere. Una città allagata e un grande amore, queste sono le premesse. Mettetevi comodi, magari armati di maschera e boccaglio, e andiamo insieme a dire addio ad Aberdeen e a conoscere Keeley, la sua eroina.

Trama
Cosa puoi fare se la tua città si sta inabissando, sommersa dall’acqua, e a tutti è stato ordinato di fare i bagagli e andarsene? Mentre gli adulti sono impegnati a pensare a come sarà il futuro, a mettere al sicuro i propri beni e a cercare nuovi luoghi in cui poter vivere, Keeley Hewitt e i suoi amici vogliono invece trovare il modo per rendere indimenticabili le ultime ore che trascorreranno insieme ad Aberdeen. E allora ecco che cominciano a organizzare feste d’addio incredibili per chi è in partenza per sempre, balli di fine anno in case abbandonate. Per Keeley, lasciare quel posto significa anche dire addio al ragazzo che ha sempre amato. Ma proprio quando crede di aver perso tutto, ecco che il destino le regala un incontro inaspettato. E forse la fine di Aberdeen coinciderà con l’inizio della sua prima storia d’amore…

Immaginate che la vostra città, quella dove siete cresciuti, dove avete sempre vissuto, dove ci sono tutti i vostri amici, dove c'è la vostra scuola, tutta la vostra vita, stia per essere completamente sommersa dall'acqua e cancellata per sempre. E che per questo motivo siate costretti ad andarvene, ad abbandonare tutto e ricominciare da un'altra parte. Tutto quello che avete sempre dato per scontato, tutti i dettagli che vi sono sempre sembrati insignificanti, ora assumono particolare importanza e non siete affatto pronti a lasciarvi niente di tutto questo alle spalle. Questo è quello che accade a Keeley, ai suoi amici e alla sua famiglia. Nonostante la guerra intrapresa dal signor Hewitt contro le autorità, perché ritiene che ci siano solo interessi economici dietro questa presunta emergenza e che creare allarmismo tra i cittadini sia solo un modo per piegarli al loro volere, non sembrano esserci alternative concrete alla fuga. Quindi, in particolare i giovani, credono che godersi al massimo gli ultimi giorni che possono trascorrere nella loro Aberdeen sia meglio che passarli tra tristi addii e inutile sofferenza.
La verità, per quanto strana sia, è che non smetti di amare un ragazzo solo perché la tua città è quasi stata spazzata via.
Insomma, il quadro generale era praticamente fantastico, io ero curiosa al massimo e felice di leggere qualcosa di veramente originale. Un'atmosfera apocalittica, la voglia di resistere fino alla fine, l'amore che vince su tutto. Forse avevo aspettative un po' troppo alte, fomentate anche da un prologo che ci porta subito al momento dell'avvenuta catastrofe per poi ripartire dall'inizio e raccontare tutto quello che è avvenuto e che ha portato a questa situazione. Forse è colpa mia che mi sono fatta troppi film mentali, ma un po' questo romanzo mi ha delusa. Carino, sì, ma quindi? Leggevo, leggevo, leggevo, ma non arrivavo mai al momento clou. Un continuo crescendo e poi fine, la storia non è "esplosa". Resta sicuramente una storia diversa dal solito, piacevole da leggere, curiosa, divertente, ma mi aspettavo di più.

Keeley è sicuramente un personaggio interessante, un'eroina sui generis. Tanto spigliata e vivace, quanto impacciata e inesperta. Commette errori, tanti, ma impara e cresce nel corso del libro. Non è l'amica migliore del mondo, non ha sempre le parole giuste, è bravissima a ritrovarsi in situazioni imbarazzanti e ad agire d'impulso, finendo poi nei guai. Ma proprio per questo è più facile provare simpatia nei suoi confronti, perdonarle tutto. E con lei viviamo la parte più romantica e dolce del romanzo, ma anche le difficoltà di una lunga amicizia. Lei da una parte sostiene il padre e le sue idee, dall'altro decide di vivere al massimo quelli che teme saranno gli ultimi giorni. Li affronta come è abituata, con leggerezza, con un sorriso sulle labbra. Soprattutto adesso che il ragazzo che ha sempre amato, in segreto, l'ha finalmente notata. Ma saranno i nuovi e i vecchi amici a metterla davanti alla triste realtà, alla serietà della situazione e a farla maturare.
"Ci è stato detto che tutte le cose belle devono finire, anche quelle che sembrano eterne, anche quelle che forse diamo per scontate, come questa città, o come per me, mia mamma. Quindi quanto forte dovremmo aggrapparci a ciò che amiamo? Fortissimo? O per niente? Dovremmo essere tristi quando svaniscono? Dovremmo combattere? O lasciare andare ciò che si ama è inevitabile, come dice un vecchio proverbio?". 
Sul finale ho le stesse perplessità che ho espresso prima. Bello, con un messaggio, con quasi tutto quello che era rimasto in sospeso che si risolve, ma per me non abbastanza. Anche in questo caso è come se mancasse quel qualcosa in più. L'intera storia è tanto "lenta" all'inizio, quanto veloce e sbrigativa alla fine. Quando si arriva nel momento di maggiore attesa e curiosità, l'autrice non fa quel passo in più. Ed è un peccato. Ci tengo però a dire che l'ho trovato comunque molto divertente, a tratti romantico, a tratti triste. I personaggi appaiono tutti in un modo, per poi rivelare molto altro. Quello che mi ha trasmesso questa storia è che non sempre si agisce completamente nel bene o completamente nel male, che si sbaglia, si commettono errori, ma questo non fa di noi persone cattive.
"Usciamo a giocare?". "Devo portarmi il mio succo?" "Pff. Sei la mia ragazza ora, te lo porto io".
Sono sicura, comunque, che la trama abbia attirato anche molti di voi e quindi, se l'avete letto, fatemi sapere cosa ne pensate. Avete avuto le mie stesse impressioni o vi ha totalmente convinti?

Al prossimo libro!
Veronica

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