mercoledì 3 maggio 2017

RECENSIONE: Non ti lascerò cadere (Left drowning #2) di Jessica Park


Buongiorno! Alzi la mano chi, leggendo Sei in ogni mio respiro, si è innamorato di tutta la famiglia Shepherd e, in particolare, di Sabin. Io sì, tanto, e iniziavo decisamente a sentirne la mancanza. Per fortuna Jessica Park ha continuato la serie ed è tornata nelle nostre librerie con il seguito della duologia, dal titolo Non ti lascerò cadere, grazie alla Sperling & Kupfer. Se nel primo libro abbiamo avuto il lieto fine per la coppia formata da Blythe e Chris, due persone distrutte che si sono salvate grazie all'amore dell'altro, ora vogliamo vedere veramente felice anche il fratello minore, lo Shepherd che dietro la sua allegria nasconde una profonda tristezza.

Trama
Dopo aver affrontato il proprio inferno personale, Blythe McGuire può finalmente guardare in faccia il suo futuro che è inevitabilmente intrecciato con quello dei fratelli Shepherd. Con Chris condivide un’incredibile storia d’amore e con Sabin un’intensa amicizia che sta diventando ogni giorno più complicata e presto verrà messa alla prova. Perché ora è Sabin che rischia di annegare, sopraffatto da un passato difficile che ancora lo ossessiona. Il suo tormento minaccia di trascinare tutti e tre in acque pericolose. E anche se Blythe è riuscita a superare il proprio dolore e salvare se stessa, salvare Sabin potrebbe essere, per lei, la sfida più grande di sempre.

Iniziamo col sottolineare il fatto che questo libro è il seguito diretto di Sei in ogni mio respiro e che quindi non avrebbe senso leggerlo senza conoscere il precedente. Possiamo dire che la storia di Blythe e Chris si è conclusa nel primo romanzo, ma l'autrice ha sentito il bisogno di portare avanti anche quella di Sabin, personaggio che ha conquistato tutti già dal primo incontro con la ragazza, con la sua stramberia e la sua tenerezza. Era giusto che anche lui riuscisse realmente a superare il suo dolore e ad essere salvato, quindi ecco il motivo di questo secondo romanzo. Il tutto ci viene però sempre raccontato dal punto di vista di Blythe ed è un nuovo tuffo nella vita di questa bellissima famiglia allargata.
"Ti sembra di annegare." "Sì." "E ti stai sforzando di respirare." "Sì." "Anche per me è così. Respira. Respira e basta." "Non c'è aria, Blythe." "Attaccati a me. Non ti lascerò andare a fondo. Sono qui." "Tu sei già presa." "Ho due mani, Sabin. Puoi sempre aggrapparti all'altra."
Gli Shepherd e i McGuire condividono un felice presente pieno d'amore e un passato di dolore e devastazione. Tutti, in qualche modo, sono riusciti ad accettare e superare quello che hanno vissuto grazie all'amore e al sostegno della famiglia, ma grazie anche all'aver trovato la propria metà. Tutti loro hanno qualcuno su cui contare, da amare e che li ami. Tutti tranne Sabin. Lui è anche quello che, forse più di tutti, è abituato a nascondere la tristezza dietro un sorriso o una battuta, ma abbiamo avuto modo di capire che è anche quello che più è rimasto segnato da quello che ha patito, da quello che ha dovuto accettare e da quello che non è riuscito a fare. Chris è il fratello maggiore, l'eroe, quello che ha subito le peggiori violenze dal padre e che si è sacrificato per proteggere i fratelli. Ma Sabin? Lui non solo era abbastanza grande da capire l'atrocità delle azioni dell'uomo che più di tutti avrebbe dovuto amarlo, ma è anche distrutto dal senso di colpa di non essere riuscito a fare niente per alleviare le pene del fratello. È sempre stato solo uno spettatore e non lo ha mai accettato.
"Volevo salvarti come tu hai salvato me."
Sabin ha svolto un ruolo importantissimo nella "guarigione" di Blythe, tanto quanto Chris, e ora tocca a lei salvarlo da ciò che lo tormenta. I due sono accomunati da una bellissima amicizia, ma lei ha già accanto l'amore della sua vita e lui non trova il suo posto. Sente di essere il terzo incomodo in questa relazione e allontanarsi, nascondersi, è l'unico modo per non dare spazio ai suoi sentimenti. Ma come può trovare la felicità se le persone che più lo amano e che più ama sono le stesse che causano, indirettamente, gran parte della sua sofferenza? Questo libro sarà un lungo percorso verso la guarigione, un percorso fatto di musica, dolore, affetto, liberazione.
"Mi scorri nelle vene" mormora Sabin. "Non riesco a eliminarti da me."
Io ho apprezzato questa conclusione della duologia, sia perché è stato un piacere ritrovarmi ancora per un po' di pagine in mezzo a questa famiglia piena d'amore, sia perché era un passaggio dovuto, anche Sabin, come tutti i suoi fratelli, meritava di trovare la pace. Abbiamo già conosciuto la capacità della Park di trasmettere emozioni molto intense e di raccontare scene difficili e pesanti, capacità che viene fuori benissimo anche in questo caso. Sicuramente c'è da dire che il primo volume mi ha coinvolta di più, vuoi anche per tutta la parte della nascita dell'amore, della passione, delle difficoltà della coppia, che qui, per forza di cose, manca. Ma è anche vero che l'intento di questo libro è un altro ed è giusto così. Ho amato tantissimo il finale e l'idea di questa unione voluta anche dal destino, ma, allo stesso modo, non ho apprezzato altre scelte. Non vi anticipo nulla, ma dico soltanto che Chris è un santo e che alcune sue reazioni sono un po' poco credibili... chi lo ha letto ha sicuramente capito a cosa mi riferisco. Sapete poi che amo la musica nei romanzi e in questo ha una certa importanza. L'autrice fa esprimere Sabin, per me in maniera molto efficace, attraverso i testi di canzoni scritte da lui, ma la cosa bella è che queste canzoni esistono davvero e sono di Troy Ramey, un'artista che vi consiglio di andarvi a cercare. Ascoltate in particolare "Coward" che è entrata di diritto nella mia playlist!

Al prossimo libro!
Veronica

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