martedì 18 luglio 2017

RECENSIONE: Bossman di Vi Keeland


Buongiorno!
Oggi sono davvero contenta di parlarvi di Bossman di Vi Keeland, uscita dello scorso mese di Sperling & Kupfer. Non avevo mai letto nulla di questa autrice, ma ora, grazie anche a Bastardo fino in fondo, scritto a quattro mani con Penelope Ward, sono sicura che in futuro mi butterò su qualsiasi cosa abbia il suo nome sopra.

Trama
È durante il peggior appuntamento della sua vita che Reese incontra per la prima volta Chase Parker.
Lei è nascosta nel corridoio del bagno di un ristorante e sta disperatamente chiamando la sua migliore amica perché la salvi da quella serata da incubo. Mentre lui, affascinante, brillante e sfacciato quel tanto che basta, sta ascoltando tutto. Più tardi, dopo qualche frecciata sul galateo da primo appuntamento, i due tornano ai rispettivi tavoli. Reese è molto infastidita, eppure non può fare a meno di spiare di nascosto l'indisponente sconosciuto, seduto all'altro capo della stanza. Quando improvvisamente lui si alza e si presenta al tavolo di Reese, fingendosi un amico d'infanzia, si unisce a lei e al suo accompagnatore, che ancora non ha smesso di parlare della madre. D'un tratto la cena prende tutta un'altra piega. Ma, a fine serata, Reese è decisa comunque a ignorare l'interesse e l'attrazione verso l'intraprendente sconosciuto e a non rivederlo più. Reese è convinta che sia un addio.
In fondo, quante possibilità ci sono di imbattersi di nuovo in Chase Parker in una città di otto milioni di persone? Ma soprattutto... quante probabilità ci sono che lui finisca per essere il suo capo un mese dopo?
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Che caldo! E, no, non è il caldo africano il problema, ma l'effetto Chase Parker. La lettura di Bossman è stata un susseguirsi di risate e di vampate di calore, e io ve lo consiglio, ovviamente, ma non me ne assumo la responsabilità. Le pagine di questo libro creano dipendenza e immagino provocheranno un boom delle iscrizioni ai corsi di marketing all'università. Insomma, trovare un lavoro, e soprattutto un capo, così è un ottimo incentivo per continuare a studiare, no? E per una quasi laureata in marketing, come me, è invece l'incentivo perfetto per prendersi questa laurea e buttarsi nel mondo del lavoro... ma ho come l'impressione che non sarà facile essere fortunate come Reese. Beh, lasciatemi fantasticare almeno fino alla fine della recensione.
CHASE: Passare del tempo nel mio letto è ancora fuori questione perché sono il tuo capo? REESE: Sì. CHASE: Allora voglio il tempo fuori dalla camera da letto. REESE: Ci vediamo in ufficio per tutto il tempo. CHASE: Ne voglio di più.

Ho fatto le mie premesse, vi ho anticipato a cosa state andando incontro, ma ora veniamo alla storia più nel dettaglio. Reese non ha un uomo e, presto, non avrà neanche più un lavoro. La fortuna non sembra assisterla in questo momento, anzi, la sua vita si può riassumere con un'espressione che rende molto bene l'idea: mai 'na gioia! Va tutto talmente male che al suo primo appuntamento con un nuovo ragazzo è costretta a ricorrere al classico aiuto da casa: la chiamata per una finta emergenza per avere la scusa utile per abbandonare il partner troppo noioso. Ma la ragazza, in realtà, può godere dell'inaspettato aiuto di un uomo impertinente che prima l'accusa di non essere molto corretta e poi dà una divertente svolta alla sua serata. Quest'uomo, però, non la colpisce solo con la capacità di inventarsi di sana pianta una storia talmente assurda da renderla credibile, ma anche per la sua sfacciataggine, la sua arroganza e, chiaramente, la sua bellezza. Chase Parker non è certo un uomo che può passare inosservato e Reese si comporta esattamente come farebbe chiunque di noi dopo aver incontrato un bel ragazzo... che male c'è in una sana attività di stalking?

Ma, in una città come New York, quante possibilità ci sono che un uomo incontrato per caso in un ristorante diventi poco dopo il tuo capo? Statisticamente pochissime, ma è quello che ovviamente capita alla povera (o forse no?) Reese. Lei sa bene cosa significa mischiare il lavoro con la vita privata e, soprattutto, quali sono i rischi. Quindi, per quanto trovi attraente il suo capo, per quanto, fin da quella prima sera, abbia fantasticato su quel bel corpo, non rovinerà tutto solo per togliersi uno sfizio, ma manterrà il suo rapporto esclusivamente sul piano professionale. Ma Chase è di tutt'altro avviso: il suo scopo è quello di portarsela a letto e non  ne fa mistero. Anzi, si diverte a stuzzicarla il più possibile per farla cedere. E, se all'inizio l'obiettivo del successo lavorativo non la fa sbandare e, anzi, le permette addirittura di flirtare platonicamente con il boss, quando le avances diventano qualcosa di più profondo, resistere diventa molto più difficile.
"Prometto di non respingerti mai più e di fare tutto quanto in mio potere per proteggerti." "C'è solo una cosa che ho bisogno che tu protegga." "Dimmi qual è." "Hai il mio cuore. Prometti che lo terrai al sicuro." "Solo se prometti di non restituirmi mai il mio." 
La storia è quindi, principalmente, molto divertente e provocante, il linguaggio è esplicito e diretto e lo stile è semplice, ma totalmente coinvolgente. Ma i capitoli sul presente, scritti in gran parte dal POV di Reese, sono intervallati da flashback che ci mostrano il passato di Chase e ci svelano, un tassello alla volta, cosa lo ha portato ad essere l'uomo che è oggi. Un uomo sì forte, arrogante, sicuro di sé, ma anche ferito e insicuro, tanto da non essere affatto un tipo da relazione seria, e non certo per i motivi più futili. La vicenda del passato si collega poi con il presente facendo raggiungere al romanzo un livello di serietà decisamente più alto. E se questo da un lato spiazza un po' il lettore, abituato ad una storia fino a quel momento quasi sempre leggera e "frivola", dall'altro arricchisce ancora di più il libro che diventa così a più ampio respiro. La Keeland è quindi perfettamente in grado sia di far ridere, sia di emozionare, sa scrivere le scene più hot, ma anche quelle più pesanti dal punto di vista emotivo, convince sia nel comico che nel drammatico, inserisce il mistero e un pizzico di suspense in una storia passionale e romantica.
"Questo non è essere spaventati. Essere spaventati è quando lasci che la paura controlli la tua vita, che ti impedisca di fare quello che vuoi. Quando sei spaventato ma guardi la paura negli occhi e vivi, quello è coraggio."
Prima di concludere devo spendere due parole sulla copertina. Per quanto quella italiana sia bella e coerente, non possiamo certo non guardare con invidia a quella originale. Beh, magari non tutti se ne sono accorti perché la Sperling ha voluto farci una sorpresa, ma immaginate lo shock (decisamente positivo) quando, togliendo la sovracopertina, come faccio sempre quando leggo un cartaceo, mi sono trovata davanti quella stessa cover (per intenderci, guardate qui). Possiamo affermare con gioia che stiamo facendo passi avanti nel delicato tema delle cover in Italia... sì, è ancora coperta, ma anche noi finalmente abbiamo quello che vogliamo!

Al prossimo libro!
Veronica

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