martedì 31 ottobre 2017

REVIEW PARTY: Vorrei essere mio fratello (The Wolfe Brothers #2) di Markus Zusak


Buongiorno! Ieri vi ho parlato di A 15 anni sei troppo vecchio, il volume iniziale della trilogia The Wolfe Brothers di Markus Zusak. Oggi, invece, sono qui per il Review Party in occasione dell'uscita di Vorrei essere mio fratello, in libreria da oggi per Frassinelli. Nel primo abbiamo conosciuto Cameron e la sua famiglia, ora andiamo ad esplorare meglio il suo rapporto con il fratello Ruben.

The Wolfe Brothers
1. A 15 ANNI SEI TROPPO VECCHIO [link acquistorecensione]
2. VORREI ESSERE MIO FRATELLO [link acquisto
3. IL CIELO È FATTO DI LEI E DI ME [link pre-order] 21 novembre

Trama


La famiglia dei fratelli Wolfe sta passando un brutto momento. Il padre ha perso il lavoro, soldi ce ne sono sempre meno, e il clima in casa è sempre più pesante. Per questo Cameron e Ruben accettano di entrare nel circuito degli incontri clandestini di boxe tra ragazzi. Con le scommesse e le mance si può guadagnare bene. Naturalmente lo fanno di nascosto dai genitori, e Cameron dovrà anche nascondere, persino a se stesso, quello che prova per la ragazza che viene sempre agli incontri, e che sembra avere occhi soltanto per Ruben. Ma i due fratelli presto capiranno che stanno combattendo per qualcosa di più importante dei soldi, persino delle ragazze: combattono per la loro dignità, combattono per scoprire chi sono veramente. E combattono l’uno per l’altro.







Recensione
Il primo libro è servito come introduzione, ci ha dato modo di conoscere Cameron e la sua vita, ma con questo entriamo nel vivo della storia e soprattutto abbiamo la possibilità di esplorare il suo rapporto con il fratello Ruben. Le vicende riprendono qualche mese più tardi rispetto a quando ci eravamo lasciati, con una situazione familiare ben più pesante e delicata rispetto a prima. Il padre, dopo un incidente sul lavoro, si ritrova disoccupato e, data la non più giovane età, costretto ad arrangiarsi per andare avanti. La madre continua ad essere la vera forza della famiglia, quella che si fa in quattro e si sacrifica per il bene della famiglia. Il fratello maggiore, Steven, non accetta che i genitori siano così orgogliosi da non voler chiedere aiuto e la sorella, Sarah, sta ancora affrontando i postumi della rottura con il fidanzato. E poi ci sono Ruben e Cameron, che non sono cambiati più di tanto. L'occasione di dimostrare di valere qualcosa, però, la ottengono quando viene proposto loro di partecipare a degli incontri di boxe, incontri che potrebbero anche fruttare parecchi soldi. La prospettiva di poter aiutare la famiglia, anche se di nascosto, li spinge ad accettare... ma dietro c'è molto più del denaro, c'è la voglia di risultare vincenti, per una volta, di dimostrare, a loro stessi e agli altri, di non essere i perdenti che sono sempre stati.

Nel libro precedente avevamo già potuto notare quanta stima e fiducia Cameron riponesse nel fratello. Qui vediamo, ancora una volta, come "lo fa Ruben" sia abbastanza per convincerlo a seguirlo. E quindi, anche se la boxe non sembra essere esattamente la sua strada, non ci pensa due volte prima di accettare l'offerta. Ora, però, capisco che da Travis Maddox in poi fare a pugni durante gli incontri sia diventato qualcosa di sexy, che i pugili spietati siano solo esseri perfetti da ammirare, ma stiamo comunque ancora parlando di Cameron Wolfe. Non è cambiato nulla rispetto a prima, ed è questo che ho adorato. Cam è spaventato quando si ritrova sul ring, pensa solo a non finire ucciso da qualcuno di più grande e forte di lui, altro che Rocky Balboa. Ruben è invece mosso da un qualcosa che il fratello non aveva mai notato in lui, si dimostra da subito un vincente. E, se da un lato il ragazzo vorrebbe essere proprio come lui, dall'altro stenta a riconoscerlo e ha paura che il suo vero fratello non esista più. 

"Vedi, Cameron... le uniche cose di cui mi importa, nella vita, siamo io, tu, mamma, papà, Steve e Sarah. E Miffy, forse. Il resto del mondo non conta niente. Può anche crollare, per quello che mi interessa." "Sono così anch'io?" "Tu? No, impossibile. Ed è questo il tuo problema. A te importa di tutto."
Questo secondo libro è praticamente tutto incentrato sul rapporto tra Cameron e Ruben e sugli incontri di pugilato, con la famiglia che continua a fare da sfondo. E questo, ancora più che il primo, si dimostra un vero e proprio romanzo di formazione con la boxe usata un po' come metafora di vita. Cameron è il Perdente, ma vuole a tutti i costi, come il fratello, dimostrare di essere un vincente, nella boxe, ma soprattutto nella vita. Ruben ci riesce, ma lui no. Però forse è proprio Cam a rappresentare un modello, un esempio, pur non sapendolo. Cade sempre, ma sempre si rialza. Magari non vince, ma combatte. E cos'è più importante nella vita, essere un vincente o un combattente? La vittoria non sempre dipende da noi, non è un qualcosa che possiamo controllare del tutto, ma quanto lottiamo per ottenerla sì. In più credo che questa storia sia un ottimo esempio di amore fraterno, una rappresentazione reale di quello che è un rapporto tra fratelli. Nei libri troviamo spesso storie di fratelli o sorelle che si amano immensamente e se lo dimostrano ad ogni occasione, ed è bellissimo, ma è anche vero? Non so, io ho un fratello più grande e mi rispecchio molto più nella relazione tra Cam e Rube, che in altre. Non abbiamo mai fatto veramente a pugni, però è vero che l'affetto lo si dimostra spesso con prese in giro e insulti, mai veramente pensati. In casa si litiga per qualsiasi cosa, ma guai a chi tocca uno dei due. Tra fratelli le parole stanno a zero, contano i fatti. Tra fratelli c'è una complicità che è impossibile ritrovare in altre persone. Un fratello è la persona che più fingiamo di sentire lontana, ma per la quale combatteremmo senza esitare un istante. Ma se qualcuno dovesse mai far leggere queste parole a mio fratello, giuro che negherò ogni virgola. Perché, dai, dobbiamo mantenere le apparenze!

Siamo fratelli. Siamo strani. Qui dentro non mi concede niente, ma là fuori, nel mondo, morirebbe per difendermi. La cosa spaventosa è che io sono come lui.
Se A 15 anni sei troppo vecchio mi è piaciuto, Vorrei essere mio fratello mi ha proprio conquistata. E ora non vedo proprio l'ora di leggere Il cielo è fatto di lei e di me, perché Cameron un lieto fine se lo merita tutto! L'aspetto sentimentale è stato un po' lasciato in disparte in questa occasione, se non per un paio di capitoli, ma è ancora molto presente nei pensieri del ragazzo. Questo amore che vuole disperatamente vivere arriverà? Ci sarà una ragazza che vede lui e lui soltanto, che apprezza tutti i suoi pregi, ma anche tutti i suoi difetti? Io ci credo e voglio una gioia per Cameron Wolfe! Detto questo, non posso fare altro che consigliarvi ancora di più questa serie, sia per quello che racconta che per come lo racconta. Nel primo volume, per esempio, avevamo i sogni, o incubi, di Cameron a separare un capitolo dall'altro, in questo ci sono brevi conversazioni tra i due fratelli, che spesso avvengono nel buio della loro camera prima di dormire. E questi piccoli scambi di battute sono messi lì come se fossero delle pause all'interno della storia, ma in realtà sono forse i momenti più significativi.

Al prossimo libro!
Veronica


2 commenti:

  1. Aspettavo l'uscita di questo libro e non vedo l'ora di leggerlo!
    Un abbraccio!

    Nuovo post sul mio blog!
    Se ti va ti aspetto da me!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.com

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    1. Sono nella stessa situazione, ma per il terzo! Questa volta mi tocca aspettare un po' di più...
      Passo a trovarti volentieri :)

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