mercoledì 24 maggio 2017

RECENSIONE: Passenger (#1) di Alexandra Bracken


Buongiorno! Nella recensione di oggi vi parlo del primo libro di una duologia fantastica, tra amore, avventura e viaggi nel tempo e nello spazio. Passenger di Alexandra Bracken è arrivato in Italia grazie alla Sperling & Kupfer, così come il suo seguito, Traveller, che già trovate in libreria. Preparatevi a farvi trasportare dalla New York di oggi a quella del 1776, dalla Londra della Seconda Guerra Mondiale alla Cambogia del 1685, dalla Parigi di fine Ottocento alla Damasco di fine Cinquecento.

Trama
In una terribile notte, la giovanissima Etta Spencer perde tutto quello che conosce e ama. Catapultata all'improvviso in un mondo sconosciuto, ha un'unica certezza: non ha viaggiato per chilometri, bensì per secoli. La sua famiglia, infatti, possiede la capacità di viaggiare nel tempo. Un'abilità di cui lei ha sempre ignorato l'esistenza. Fino a ora. Passeggera a sorpresa su una nave nel bel mezzo dell'oceano, e disposta a tutto per ritornare alla propria epoca, Etta inizia una straordinaria avventura attraverso secoli e continenti, in compagnia di Nicholas, giovane capitano della nave, alla disperata ricerca di un oggetto misterioso e di inestimabile valore, in grado di salvare il suo futuro. Ma i tentativi di Etta per trovare la strada di casa non fanno che trascinarla sempre più a fondo. Per sopravvivere dovrà imparare a navigare tra spazio e tempo, tradimento e amore. Una storia originale e dal ritmo serrato: uno speciale viaggio nel tempo, pieno di avventura e romanticismo, che ha subito conquistato il cuore dei giovani lettori americani.

Il mio rapporto con Passenger è stato un po' altalenante, pieno di alti e bassi. Ma ogni storia d'amore che si rispetti deve essere almeno un po' movimentata, no? Tra noi è stato sicuramente amore a prima vista, con la cover stupenda e con la trama originale è stato un colpo di fulmine, quindi partivo con aspettative davvero molto alte. Però poi abbiamo avuto bisogno di un po' di tempo per capirci e apprezzarci veramente. Ho trovato l'inizio estremamente lungo e, sì, serve ovviamente a porre le basi per quello che verrà, ma non posso dire che, con me, sia riuscito a fornirmi ottime premesse. Dall'incontro tra i due protagonisti e dall'inizio dell'avventura, la situazione si è fatta però sempre più interessante e sono contenta di essere andata avanti perché poi ne è valsa decisamente la pena. L'inizio un po' così mi ha lasciata reticente per qualche capitolo, ma ora della fine ero pienamente convinta. E adesso sono contenta che il seguito sia già uscito perché ho bisogno di sapere! Direi che quindi, nonostante tutto, io e Passenger siamo riusciti a trovarci nello stesso luogo e nella stessa epoca e che da ora in poi possiamo proseguire il viaggio insieme.

Etta è una giovane ragazza di New York, una violinista che il giorno di un'importante esibizione si ritrova in una situazione del tutto nuova e inaspettata. Le ultime persone viste sono la madre e Alice, sua insegnante e amica di famiglia. Quando si risveglia è invece in mezzo all'Oceano Atlantico, su una nave, in un'epoca che non le appartiene. L'unico volto noto è quello di Sophia, la ragazza conosciuta poco prima che, evidentemente, l'ha portata in questa "realtà parallela". Ma com'è possibile? Come fa a trovarsi là? Perché proprio lei? Dove sono sua madre e Alice? Etta, alla ricerca di una spiegazione, scopre cose sulla sua famiglia che non avrebbe mai potuto immaginare e di essere in qualche modo legata agli Ironwood, la più importante famiglia di "viaggiatori". Non solo si ritrova spaesata in una realtà sconvolgente, ma scopre presto di doversi mettere in gioco come mai prima di allora per salvare se stessa e le persone che ama. 
"Vuoi che vada a prenderti quel violino? Sarei felice di combattere contro chiunque mi si pari davanti, solo per farti sorridere." "Vorrei suonare solo per te."
Così Etta è costretta a partire per un viaggio tra epoche e continenti diversi alla ricerca di un antico strumento, seguendo gli indizi della madre e il suo intuito, imparando man mano cosa le è concesso e cosa no, scoprendo sulla sua pelle di chi si può fidare e di chi no, ingegnandosi per passare al livello successivo e sopravvivere. In tutto questo avrà però un compagno d'avventura, Nicholas, il giovane comandante della nave dove è iniziato il suo difficile percorso. Anche lui è legato agli Ironwood, ma, pur sapendo poco o niente della sua storia, la ragazza sa di potersi fidare e di poterlo scegliere come suo alleato. 
"Non ho bisogno di un protettore", disse Etta. "Ho bisogno di un compagno."
Questo romanzo è sicuramente, per certi aspetti, una lettura più impegnativa delle classiche fatte sotto l'ombrellone. La storia è ricca di dettagli e l'autrice è stata molto brava a rendere, in particolar modo, le differenze tra le varie epoche, differenze rese note dai vestiti, dal modo di parlare, dagli edifici, dalle credenze, dalle idee e dalla realtà circostante. Una lettura più superficiale, quindi, potrebbe non far notare tutte queste piccole sfumature che sono invece, a mio avviso, il grande punto di forza di questa storia. Vi sembrerà veramente di viaggiare insieme alla protagonista, di scoprire luoghi lontani e di ritrovarvi in periodi studiati solo sui libri di storia. Niente è lasciato al caso e ogni minimo dettaglio è studiato e ragionato. 
L'amore era egoista, non era forse così? Faceva desiderare agli uomini onesti cose a cui non avevano diritto. Isolava le persone dal resto del mondo, cancellava persino il tempo, buttava via la ragione. Faceva vivere in pieno sprezzo dell'inevitabile. Faceva desiderare il corpo e la mente di un altro; faceva pensare di meritarsi di possedere il loro cuore, e scavarsi un posto al suo interno. 
Il lato più serio del viaggio, della missione e dell'avventura è però perfettamente bilanciato dalla più dolce e delicata storia d'amore. Anche nelle interazioni tra Etta e Nicholas si notano le grandi differenze culturali e la netta separazione data dai due diversi periodi storici a cui appartengono. Ma l'affetto che pagina dopo pagina cresce tra i due li porta a vivere un amore quasi senza tempo. Non hanno un passato comune, difficilmente potranno avere un futuro, ma sono insieme nel presente, in nessun luogo preciso, ma ovunque, in nessuna epoca precisa, ma ora e sempre. Ho amato ogni loro singola scena insieme. E, nonostante la grande forza della trama principale, credo che la storia d'amore sia un'aggiunta ottima e perfettamente inserita tra l'azione e l'avventura. 
Lei voleva lui, e lui voleva lei. Al diavolo l'eternità. Questo momento apparteneva a loro, ed Etta era pronta a rubarlo, se necessario.
Altro punto a favore di Passenger è senza dubbio l'evoluzione del personaggio di Etta. Ci viene presentata all'inizio come una ragazzina insicura, con obiettivi che le sembrano troppo grandi e irraggiungibili. Una ragazza che nel violino e nella musica trova la sua forza, ma anche la sua debolezza, e che cerca la sicurezza e l'approvazione in un gesto amorevole della madre. Ma è anche la stessa che, messa alle strette, non si abbatte, ma reagisce e tira fuori quel carattere e quella forza che non pensava di avere, diventando la perfetta eroina di questo romanzo. Infine, se quindi decidete di intraprendere anche voi questo viaggio, in senso figurato, ovviamente, assicuratevi di avere a portata di mano anche il seguito perché alla fine, tra un colpo di scena e l'altro, sentirete il bisogno di sapere subito come prosegue la storia!

Al prossimo libro!
Veronica

2 commenti:

  1. Io sono rimasta un pò delusa da questo libro in cui sicuramente mi aspettavo di più

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    Risposte
    1. Io, come ho detto, l'ho trovato molto lungo in alcuni punti, soprattutto all'inizio. Ma poi è riuscito a coinvolgermi molto di più e alcune parti le ho davvero amate. Vediamo come sarà il seguito ;)

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