martedì 13 febbraio 2018

RECENSIONE: La poesia dell'anima di Patrisha Mar


Buon pomeriggio!
La recensione di oggi è dedicata ad un libro appena uscito che vi consiglio vivamente di recuperare. Un romanzo con una storia dolce e delicata, personaggi da scoprire e un messaggio di forza e amore in tutte le sue forme. Sto parlando di La poesia dell'anima, l'ultimo lavoro di Patrisha Mar, pubblicato pochi giorni fa dalla Newton Compton. Di questa autrice ho diversi libri che aspettano ancora di essere letti, quindi questo, molto probabilmente, non sarà il primo per voi, ma lo è stato per me. E ora la curiosità e la voglia di recuperare i precedenti sono addirittura maggiori.

Giulio Dante è un giovane meccanico che vive ad Ancona, ha una passione segreta per la poesia e fa da padre al fratello Tommaso, che ha la sindrome di Down. Nella sua vita non c’è posto per l’amore, ma solo per avventure mordi e fuggi. Solo che Giulio non ha fatto i conti con il destino: sarà proprio una delle sue “avventure”, infatti, la prorompente Dafne, a presentargli Anna Prete, futura impiegata dell’officina. Chissà se il loro rapporto resterà puramente professionale…
Una storia d’amore delicata e romantica, in cui i protagonisti sono alla ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo. Sentimenti, voglia di riscatto, rimpianti, equivoci, paura, amicizia e amore: gli ingredienti perfetti per un romanzo che punta dritto al cuore.


Giulio fa il meccanico, ma tutta la sua vita gira intorno al fratello minore Tommaso, un ragazzo di 22 anni affetto dalla sindrome di Down. Quando, anni prima, i loro genitori sono venuti a mancare, Giulio ha dovuto abbandonare i panni del bad boy e del fratello maggiore per indossare quelli del padre preoccupato e protettivo... e non li ha più tolti. Nonostante tutto l'amore e l'affetto che nutre nei confronti del fratello, sente che la vita lo ha incastrato in una situazione difficile e piena di responsabilità. Grande è quindi il suo bisogno di sentirsi libero e senza vincoli e la parte sentimentale è l'unica della sua vita in cui può permettersi questo lusso. E infatti le donne non sono mai più di una piacevole compagnia per una notte o due. Anna è una ex studentessa di medicina che ha rinunciato agli studi per non gravare sulla famiglia e per poterla aiutare economicamente lavorando. Ha sempre creduto nel vero amore e aspetta ancora il suo Mr Darcy, ma la sua grande timidezza non le ha mai permesso di vivere appieno la sua vita e l'ha sempre tenuta lontana dagli uomini. Come possono due persone tanto lontane e diverse entrare una nella vita dell'altro? Ovviamente con la collaborazione di aiutanti, volontari o involontari. Dafne, per esempio, è la migliore amica di Anna e la nuova conquista di Giulio, e sarà proprio lei a portare l'amica a lavorare nell'officina del ragazzo del quale si è invaghita. E poi anche Tommaso avrà il suo bel da fare con il fratello e la nuova amica per aiutarli ad aprire gli occhi.


Al di là della trama, per niente complessa da raccontare, mi trovo in difficoltà con la recensione. Il problema è che non sono sicura di essere in grado di spiegare quello che questa lettura mi ha trasmesso. Non è uno di quei romanzi strappalacrime, anche se gli occhi lucidi ci sono stati più di una volta, che, parlando di temi delicati, suscita emozioni forti e devastanti. In realtà è molto più delicato di così, perché emoziona, e anche molto, ma lo fa sottovoce, in punta di piedi, quasi chiedendo il permesso. Sicuramente ci sono alcune scene più intense e dirette, ma probabilmente, leggendo, non vi accorgerete neanche di quanto questa storia vi stia lasciando. Mi è piaciuto leggere questo romanzo, ma è stato alla fine, una volta terminato, che ho realizzato quanto mi sia arrivato al cuore. Dolcemente, silenziosamente, mi è arrivato tutto. E credo che il titolo sia perfetto, non solo per il riferimento al personaggio di Giulio, ma soprattutto perché esprime molto bene ciò che il romanzo è. Perché mi ha ricordato spesso una poesia, grazie anche alla narrazione in terza persona che crea una sorta di distacco, come un pittore che dipinge la scena, e allo stile dell'autrice. E, come una poesia, questo non è un libro che va semplicemente letto, ma va analizzato, non bisogna fermarsi ad una lettura superficiale, ma scendere più nel profondo. 


A favore di questa tesi, devo sottolineare che La poesia dell'anima non è solo una storia d'amore. O, meglio, non racconta soltanto un amore romantico. Il sentimento, l'affetto, la purezza, queste sono le fondamenta sulle quali è stata sviluppata la storia. L'amore, nel significato più immediato del termine, c'è e la storia tra Giulio e Anna è dolce, romantica e coinvolgente. Ma soprattutto è vera e mai banale. Certo, la coppia formata dal playboy e dall'ingenua e timida ragazza è il più classico dei cliché, ma Patrisha è riuscita molto bene a renderla speciale. Anna prova subito attrazione nei confronti di Giulio, è vero, ma si limita ad un apprezzamento fisico (si trova pur sempre davanti il Ryan Gosling italiano, non può certo rimanere indifferente). Ha bisogno di tempo e di conoscere il ragazzo che farebbe di tutto per rendere il fratello fiero di lui, quello che si esprime scrivendo poesie, quello che è frenato dalla paura, ha bisogno di tutto questo prima di iniziare a provare qualcosa di più per lui. E Giulio non rimane affascinato all'istante dalla bellezza di Anna. Vede subito la sua semplicità, la sua purezza, ma deve prima scoprire la bellezza che ha dentro per poi vedere quella nascosta dietro la timidezza, la goffaggine, gli occhi bassi e il rossore. Però non è il solo grande amore di cui si legge. C'è anche l'amore tra Giulio e suo fratello Tommaso, ognuno l'eroe dell'altro. Ma anche l'amore di una figlia per i propri genitori, di una ragazza che non ci pensa neanche un secondo prima di sacrificarsi per le persone che l'hanno cresciuta e amata.


Tutti i personaggi, dai protagonisti a quelli marginali, sono ben caratterizzati e subiscono un grande sviluppo all'interno della storia. Ho amato Giulio per tutte le sue contraddizioni, perché la sua iperprotettività deriva dalla paura di commettere errori e di non essere abbastanza, perché nessuno ci prepara a situazioni così difficili e sbagliare è l'unico modo per imparare. Ma sono senza dubbio Anna e Tommaso i miei preferiti. Per molte cose mi sono rivista nella prima, nella sua timidezza, nelle sue insicurezze, nella sua celata paura di non essere notata. Tommaso, invece, diventa lo strumento per trasmettere un bellissimo messaggio. Spesso ci soffermiamo sugli aspetti negativi, ma è bello quando sono il coraggio e la forza e la normalità ad essere evidenziati. Lui è un ragazzo come tutti gli altri che semplicemente deve faticare un po' di più per raggiungere i propri obiettivi. Quasi sempre è chi ci sta intorno, ci ama e vuole proteggerci che, involontariamente, ci fa sentire "diversi". Non è facile per nessuno, non è facile lasciare andare, ma Tommaso e Giulio fanno questo percorso insieme. E credo che questo ragazzo abbia molto da insegnare a tutti noi. Patrisha ha trattato un tema difficile e poco presente nei romanzi, come la sindrome di Down, con estremo rispetto e con la delicatezza di chi conosce da vicino questo argomento e ce l'ha a cuore. Quindi grazie per questa storia, ma soprattutto grazie per il personaggio di Tommaso. Gli esempi semplici e positivi non sono mai troppi.

Al prossimo libro!
Veronica


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